SBLOCCATE LE RISORSE PER TUTOR E ORIENTATORI DOPO IL SOLLECITO DELLA UIL SCUOLA

Dopo la nostra nota di sollecito inviata il 17 febbraio al Ministero dell’Istruzione e del Merito per la mancata emanazione del decreto di riparto delle risorse destinate alla valorizzazione dei docenti tutor e orientatori per l’a.s. 2025/2026, le risorse sono state finalmente assegnate alle scuole.

Le istituzioni scolastiche avevano già nominato tutor e orientatori e avviato le attività previste, ma senza avere la certezza delle coperture economiche. Una situazione che non poteva restare senza risposta. Il nostro intervento è stato necessario per garantire il riconoscimento delle attività aggiuntive svolte dal personale e per evitare ulteriori difficoltà nella gestione delle scuole.

Continueremo a vigilare affinché alle scuole siano assicurati tempi certi, risorse adeguate e rispetto degli impegni assunti.

SCHEDA UIL SCUOLA SUI NUOVI REQUISITI PER I PERCORSI UNIVERSITÀ’ E INDIRE

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il Decreto n. 26 del 16 febbraio 2026, che modifica ed  integra i precedenti DM n. 75 e 77 del 24 aprile 2025, avviando un nuovo ciclo dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno. Il provvedimento recepisce le modifiche introdotte dal D.L. 127/2025, convertito nella Legge 30 ottobre 2025, n. 164, adeguando i requisiti di accesso. In allegato,oltre la scheda anche il decreto e la posizione della Uil Scuola.

SCHEDA 

VERBALE/POSIZIONE UIL SCUOLA 

DECRETO

ANCORA SULLE GPS 2026/2028

  1. QUANDO E DOVE SI PRESENTA LA DOMANDA?

La domanda di partecipazione può essere presentata del 23 febbraio alle ore 23:59  del   16 marzo   2026  esclusivamente  in     modalità telematica tramite Portale Unico del Reclutamento www.inpa.gov.it

2) Quali credenziali sono necessarie per presentare la domanda?
Per la compilazione dell’istanza è necessario:
– essere in possesso di SPID oppure CIE;
– risultare abilitati al servizio “Istanze on line”.

3) È possibile accedere alla domanda anche dal sito del Ministero?
Sì. Il servizio è raggiungibile anche tramite www.miur.gov.it, seguendo il percorso:
Argomenti e Servizi → Reclutamento e servizio del personale scolastico → Graduatorie provinciali di supplenza.

4) Quali operazioni possono effettuare gli aspiranti?
Gli aspiranti possono presentare:
– domanda di aggiornamento, trasferimento o permanenza, se già inseriti nel biennio precedente;
– domanda di nuovo inserimento, se non presenti nelle GPS del biennio precedente.

5) È possibile scegliere più province?
No. La domanda può essere presentata per una sola provincia.

6) È possibile iscriversi a più classi di concorso o tipologie di posto?
Sì, purché l’aspirante sia in possesso dei titoli di accesso richiesti per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto.

7) Chi potrà iscriversi con riserva?
– gli studenti che stanno conseguendo contemporaneamente laurea e abilitazione (solo per la I fascia);
– coloro che risultano già iscritti ai percorsi abilitanti, ai percorsi di specializzazione sul sostegno o al corso di laurea in SFP, con conclusione entro il 30 giugno 2026;
– coloro che confidano di iscriversi e concludere uno dei percorsi sopra indicati entro il 30 giugno 2026.

ASPIRANTE GIÀ INSERITO NEL BIENNIO PRECEDENTE – INDICAZIONI SU COSA SI PUÒ E NON SI PUÒ FARE
1) Cosa succede se non presenta la domanda di aggiornamento?
– Se non presenta la domanda di aggiornamento/trasferimento/permanenza, ma si presenta la domanda delle 150 sedi (estate 2026), l’aspirante rimane inserito nelle GPS/GI per il biennio 2026/2028.
– Se non presenta nessuna delle due domande, decade dalle GPS/GI per il biennio 2026/2028.

2) È necessario riconfermare riserve o preferenze soggette a scadenza?
Sì. Le situazioni soggette a scadenza (es. riserva legge 68/1999) devono essere riconfermate, anche in caso di semplice permanenza.

3) Il punteggio del biennio precedente resta invariato?
No. Il punteggio del biennio 2024/2026 viene rideterminato sulla base:
– delle nuove tabelle di valutazione;
– dei titoli già dichiarati;
– delle eventuali rettifiche effettuate dalle scuole.

4) Cosa può fare?
–
trasferirsi in un’altra provincia, anche senza aggiornare titoli o servizi;
– aggiornare titoli e servizi, inclusi quelli conseguiti dopo il 24 giugno 2024 o non dichiarati in precedenza;
– modificare graduatorie e preferenze, cancellando o aggiungendo classi di concorso, posti, scuole, riserve;
– sostituire il titolo di accesso con uno più favorevole.

5) Cosa non può fare?
– modificare o cancellare titoli o servizi già dichiarati, salvo il titolo di accesso.

6) Cosa accade se non presenta alcuna domanda?
– resta nella provincia attuale;
– mantiene punteggio e posizione (salvo rettifiche);
– deve obbligatoriamente presentare la domanda delle 150 sedi per l’a.s. 2026/2027, pena la cancellazione dalle GPS/GI per l’intero biennio.

ASPIRANTE NON INSERITO NEL BIENNIO PRECEDENTE – INDICAZIONI SU COSA SI PUÒ E NON SI PUÒ FARE
E’ possibile:
– inserirsi per più classi di concorso e tipologie di posto, in una sola provincia;
– dichiarare tutti i servizi e titoli conseguiti entro la scadenza della domanda;
– scegliere da 1 a 20 scuole per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto ai fini delle graduatorie di istituto di II e III fascia.

ASPIRANTE INSERITO NEGLI ELENCHI AGGIUNTIVI 2025/26
Deve presentare domanda?
Sì. Gli elenchi aggiuntivi sono decaduti e occorre presentare domanda di nuovo inserimento in I fascia.
Attenzione: non è necessario cancellare la graduatoria precedente.

Con la funzione di aggiornamento:
– si dichiarano solo i nuovi titoli;
– l’inserimento avviene “a pettine” nella I fascia GPS.

COSTITUZIONE DELLE FASCE GPS: TITOLI DI ACCESSO
SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA – POSTO COMUNE
1) Chi accede alla I fascia?
Accedono alla prima fascia GPS gli aspiranti in possesso di abilitazione specifica all’insegnamento.

2) Titoli di accesso validi per la I fascia
Sono titoli validi per la I fascia:
a) Laurea in Scienze della Formazione Primaria
– Vecchio ordinamento (quadriennale)
– Nuovo ordinamento: LM-85bis (laurea magistrale a ciclo unico)

b) Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02
– Diploma triennale o quinquennale di scuola magistrale
– Diploma quadriennale o quinquennale di Istituto Magistrale iniziato entro l’a.s. 1997/98
– Diploma sperimentale a indirizzo linguistico, psicopedagogico o titolo analogo riconosciuto all’estero

c) Titoli specifici per la scuola dell’infanzia
– Diploma di abilitazione alle scuole di grado preparatorio
– Diploma professionale “Tecnico dei servizi sociali” (Progetto Egeria)
– Diploma quadriennale di Istituto Magistrale
– Liceo pedagogico – sociale sperimentale

3) Chi accede alla II fascia?
Accedono alla seconda fascia GPS gli studenti:
– iscritti, nell’anno accademico di aggiornamento GPS, al terzo anno o successivi del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria;
– che abbiano conseguito almeno 150 CFU entro il termine di presentazione della domanda.

EDUCAZIONE MOTORIA – SCUOLA PRIMARIA
4) Chi accede alla II fascia per educazione motoria?
La II fascia GPS educazione motoria primaria è costituita dai candidati in possesso di:
– LM-67 – Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate;
– LM-68 – Scienze e tecniche dello sport;
– LM-47 – Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie;
oppure di titolo equiparato ai sensi del DM 9 luglio 2009.

SCUOLA SECONDARIA DI I E II GRADO – POSTO COMUNE
5) Chi accede alla I fascia?
Accedono alla prima fascia GPS gli aspiranti in possesso dello specifico titolo di abilitazione all’insegnamento.

6) Chi accede alla II fascia?
Accedono alla seconda fascia GPS gli aspiranti in possesso dei titoli di studio e dei requisiti di accesso alle classi di concorso, secondo la normativa vigente.

7) Quali condizioni deve rispettare il titolo di accesso?
Il titolo deve essere:
– conseguito entro il termine di presentazione della domanda;
– completo di tutti gli esami o CFU richiesti;
– eventualmente comprensivo dei titoli aggiuntivi previsti per la specifica classe di concorso.

Attenzione:
non sono ammessi inserimenti con riserva in attesa del conseguimento del titolo di studio.

8) Quali sono i titoli di studio validi per le classi di concorso?
Sono validi:
– Laurea di vecchio ordinamento
– Laurea specialistica o magistrale
– Diploma accademico di II livello
– Diploma di Conservatorio o Accademia di Belle Arti (vecchio ordinamento)
– Diploma di scuola superiore (valido per gli insegnamenti tecnico-pratici (ITP) fino al 31 dicembre 2026).

POSTI DI SOSTEGNO (TUTTI I GRADI)
9) Come sono strutturate le GPS sostegno?
Le GPS sostegno sono distinte per grado di scuola e articolate in due fasce.

10) Chi accede alla I fascia sostegno?
Accedono gli aspiranti in possesso dello specifico titolo di specializzazionesul sostegno per il grado richiesto.

11) Chi accede alla II fascia sostegno?
Accedono gli aspiranti privi di specializzazione, ma con tre annualità di servizio su sostegno nello stesso grado (escluso l’anno in corso), maturate entro l’anno scolastico precedente, e in possesso di:
– infanzia e primaria: titolo di studio abilitante;
– secondaria di I e II grado: abilitazione o titolo di accesso alla II fascia GPS del grado.

PERSONALE EDUCATIVO (ISTITUZIONI EDUCATIVE)
12) Chi accede alla I fascia?
Gli aspiranti in possesso dello specifico titolo di abilitazione.

13) Chi accede alla II fascia?
Gli aspiranti in possesso di abilitazione per la scuola primaria, oppure in possesso di uno dei seguenti titoli:
– Laurea in pedagogia
– Laurea in scienze dell’educazione
– LS-65 – Scienze dell’educazione degli adulti e formazione continua
– LS-87 – Scienze pedagogiche
– LM-57 – Scienze dell’educazione degli adulti e formazione continua
– LM-85 – Scienze pedagogiche
– L-19 – Scienze dell’educazione

A DIFFERENZIAZIONE DIDATTICA E PERCORSI ISTITUZIONI SPECIALI
14) Come si accede alle supplenze Montessori, Agazzi, Pizzigoni e istituti speciali?
Gli aspiranti devono dichiarare i titoli posseduti per lo specifico grado di scuola,   validi  ai  fini  :

– dei percorsi   a differenziazione didattica Agazzi /Montessori/Pizzigoni

 –delle istituzioni di cui all’art.67 del Testo Unico(sordomuti e,non vedenti)

SCHEDA AGGIORNATA ORDINANZA 

LETTERA AL MIM PER LA EMANAZIONE DEL DECRETO DI RIPARTO DELLE RISORSE PER I DOCENTI TUTOR E ORIENTATORI

Il 17 febbraio il Segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha  inviato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, nelle persone della dott.ssa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e del dottor Nando Minnella, Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale,  una nota di sollecito per la mancata emanazione del decreto di riparto delle risorse destinate alla valorizzazione dei docenti tutor ed orientatori per l’anno scolastico 2025/2026.

A ROMA LA PRIMA RIUNIONE DEL COMITATO PARI OPPORTUNITÀ UIL SCUOLA E UIL RUA

Nella Sala Bruno Buozzi della Uil  si è conclusa la prima riunione nazionale del Coordinamento pari opportunità di Uil  Scuola e Uil  RUA, promossa in occasione dell’11 febbraio, Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Un momento che ha riunito scuola, università, ricerca e Afam attorno a un obiettivo comune: riconoscere il ruolo delle donne e superare stereotipi ancora radicati.

Da Ragusa a Trento, insegnanti, ingegnere, musiciste, giornaliste e scienziate hanno condiviso le loro esperienze professionali, le scelte compiute, le difficoltà incontrate, i momenti di crescita, raccontando anche i cambiamenti culturali affrontati nei loro percorsi.

“L’incontro ha sottolineato la Segretaria nazionale Uil Scuola Francesca Ricci – è stato anche un momento per raccontare storie di donne e del loro impegno quotidiano, delle mille prove superate, dei nuovi obiettivi. Un racconto sincero, a più voci, senza retorica”.

“Le ragazze devono sentirsi libere di scegliere le proprie strade, studiare, lavorare e guidare senza dover aderire a modelli prestabiliti o a ruoli tradizionali – ha affermato nel suo intervento, Ivana Veronese- Segretaria Confederale Uil.- superare gli stereotipi non è solo un atto di giustizia sociale ma una scelta di modernità: ogni passo in questa direzione rende il Paese più inclusivo, più forte e più equo. Quando il sindacato sostiene le donne rafforza le proprie comunità e la propria capacità di rappresentanza”.

Sono intervenute Rossella Lucà, biologa e prima ricercatrice del CNR; Angela Chiofalo, docente di Pianoforte al Conservatorio “Santa Cecilia”; Cinzia Fruscione per la Uil  Scuola Sicilia; Valeria Santoro, giornalista economica di Milano Finanza; Rossella Benedetti, presidente del Women’s Committee della CES; Sara De Simone, ingegnera del CNR Tor Vergata, insieme a numerose delegate provenienti dai territori, che hanno arricchito il dibattito con testimonianze ed esperienze dirette.

UIL SCUOLA: AVVICENDAMENTO IN SEGRETERIA NAZIONALE

Il Consiglio nazionale della Uil Scuola, riunito  il 9 febbraio a Roma, ha eletto Segretari nazionali Pasquale Raimondo e Roberto Garofani. Con la designazione di Enrico Bianchi, 62 anni, già segretario nazionale, che assume l’incarico di tesoriere, si completa il quadro delle nomine di segreteria che, insieme a Paolo Pizzo, Francesca Ricci e a Giuseppe D’Aprile, Segretario generale, costituiscono la nuova squadra della Uil Scuola nazionale.

Claudio Manigrasso e Giancarlo Turi concludono il loro incarico. “Hanno svolto un ruolo decisivo nella costruzione di questa organizzazione sindacale – ha dichiarato Giuseppe D’Aprile – contribuendo in modo determinante a renderla solida, credibile e autonoma. Il loro lavoro resta parte integrante della storia della Uil Scuola”.

I segretari nazionali eletti provengono da consolidate esperienze territoriali, maturate nelle strutture regionali e, dal 2022, nella attività di collaboratori della Segreteria nazionale della Uil Scuola.

Pasquale Raimondo, 47 anni, originario della provincia di Caserta e Roberto Garofani, 58 anni, di Fiuggi (FR), sono entrambi componenti del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ambito nel quale rappresentano le istanze del personale della scuola.

“L’elezione di Bianchi, Garofani e Raimondo rappresenta un passaggio che valorizza il lavoro svolto finora e rafforza la Uil Scuola in vista delle sfide future. Si prosegue nel solco tracciato, rendendolo più solido – ha sottolineato il Segretario D’Aprile – in vista della prossima stagione congressuale che porterà alla definizione degli assetti organizzativi e della linea d’azione della Uil Scuola per i prossimi quattro anni.”

D’ Aprile ha anche detto “È con questo spirito che il Congresso nazionale della Uil Scuola, in programma dal 5 al 7 maggio al Palacongressi di Riccione, si colloca all’interno della stagione congressuale della Uil.Scuola. Sarà un grande momento di confronto democratico, partecipazione e assunzione collettiva di responsabilità”,  Per la cronaca hanno partecipato alla riunione del Consiglio nazionale Paolofiore De Santis, Domenica Pedica, Marco Turani e Roberto Melchiorre.

IL CARO MENSE E QUEL PASTO SEMPRE PIÙ DISUGUALE

La mensa scolastica è parte integrante del diritto allo studio. Non riguarda solo l’alimentazione, ma l’organizzazione del tempo scuola, l’uguaglianza delle opportunità, il sostegno alle famiglie. Eppure, in Italia, resta un servizio fragile, diseguale e sempre più costoso.

Secondo i dati presentati al Senato durante l’evento “Radici per il futuro – Nuove idee per la scuola del 2026”, promosso dalla Fondazione Articolo 49, il 53% delle scuole dell’infanzia e primarie non dispone di una mensa attiva. Al Sud e nelle Isole la situazione è ancora più critica: la quota di scuole con mensa scende rispettivamente al 29% e al 28%. In alcune province, come Catania e Napoli, nove istituti su dieci non garantiscono il servizio.

Anche sul piano strutturale il quadro è debole: solo poco più di un terzo degli edifici scolastici italiani è dotato di un locale mensa. Significa che, in molti casi, la refezione è affidata a soluzioni provvisorie, con ricadute sulla qualità del servizio e sulla sua continuità.

Pnrr: investimenti importanti, ma non risolutivi

Il Pnrr ha finanziato 961 interventi legati alle mense scolastiche. Il 54% riguarda la costruzione di nuove strutture, con una quota rilevante destinata al Sud e alle Isole. A questi si aggiungono ulteriori progetti autorizzati dal Ministero dell’Istruzione, che prevedono una concentrazione delle risorse nelle aree più carenti.

Si tratta di un passaggio significativo, ma resta un limite strutturale: il Pnrr è uno strumento straordinario e temporaneo. Senza una programmazione nazionale strutturale, il rischio è che gli squilibri territoriali si ripresentino una volta esauriti i fondi europei.

Qualità del servizio: miglioramenti non omogenei

Alcuni dati mostrano segnali positivi. Quasi il 50% delle mense utilizza oltre 22 prodotti biologici a settimana. I legumi compaiono nel 94% dei menu almeno una volta. Cresce l’uso di cereali integrali e diminuisce quello della carne rossa.

Tuttavia, il sistema resta disomogeneo. Circa il 40% dei Comuni utilizza pochi o nessun prodotto locale. Solo una mensa su tre controlla in modo sistematico gli scarti alimentari. Lo spreco resta elevato, in un Paese che, secondo Waste Watcher, butta oltre 550 grammi di cibo a persona ogni settimana.

Il costo dei pasti: il vero fattore di esclusione

Il nodo centrale è economico. L’ottava indagine di Cittadinanzattiva segnala aumenti consistente delle tariffe nel 2025: +8% nelle scuole primarie in Sicilia, +13% nelle scuole dell’infanzia.

La spesa media nazionale è di circa 85 euro al mese per alunno, con punte superiori ai 100 euro in alcune regioni. Il costo a pasto varia dai 2 euro di Barletta ai 6,60 euro di Torino per l’infanzia.

Sono cifre che pesano in modo sproporzionato sulle famiglie più fragili, in un contesto in cui, secondo Istat, il 23% delle famiglie è a rischio povertà, percentuale che sale al 42% per quelle con tre o più figli minori. Per molte di esse la mensa non è più una scelta, ma un problema.

Mensa e scuola: una funzione educativa incompleta

La mensa è anche uno spazio educativo. Favorisce corretti stili alimentari, riduce le disuguaglianze, sostiene la prevenzione sanitaria. In un Paese che registra alti tassi di obesità infantile e un aumento dei disturbi del comportamento alimentare, il ruolo della scuola resta centrale.

Ma senza accesso universale al servizio, questa funzione educativa resta incompleta. L’educazione alimentare non può esistere se la mensa è riservata solo a chi può permettersela.

Le proposte della UIL Scuola

Per la UIL Scuola la refezione scolastica deve essere considerata a tutti gli effetti un servizio pubblico essenziale, un diritto che va garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Questo significa riconoscere la mensa come parte integrante del sistema educativo e non come un servizio accessorio, assicurando l’accesso gratuito agli studenti appartenenti a famiglie in condizioni di difficoltà economica, così da non trasformare il costo del pasto in una barriera all’uguaglianza.

Allo stesso tempo è necessario avviare un piano pluriennale, successivo al Pnrr, per la costruzione e l’attivazione delle mense, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle aree interne, dove le carenze sono più marcate e il servizio risulta spesso assente.

La mensa non è una semplice voce di bilancio. È un indicatore concreto di equità sociale. Dove manca o diventa troppo cara, il diritto allo studio si indebolisce.

Ufficio Comunicazione Uil Scuola nazionale

LA SCUOLA AL CENTRO DEL PAESE: UN SINDACATO PROTAGONISTA

“Non è tempo di essere spettatori, siamo parte in causa”. Le parole di Pier Paolo Bombardieri (Segretario Generale della Uil) indicano una direzione chiara che coinvolge l’intera organizzazione.

Essere parte in causa significa assumersi la responsabilità di trasformare il confronto in un progetto concreto. È con questo spirito che il Congresso nazionale della Uil Scuola ( si terrà dal 5 al 7 maggio nel Palacongressi di Riccione) si colloca dentro la stagione congressuale della Uil come un grande momento di confronto democratico, partecipazione e assunzione collettiva di responsabilità.

Ed è per questo che riteniamo che la scuola dovrà essere collocata ai primi posti delle agende sindacali e politiche del nostro Paese.

Escludere la scuola dai vincoli di bilancio e dalle rigidità del Patto di stabilità è prioritario. Significa allineare la spesa per l’istruzione alla media europea, investire in modo strutturale su retribuzioni, organici, edilizia, servizi e qualità del sistema, per restituire dignità a un lavoro che viene svolto tutti i giorni con dedizione e professionalità.

                                  

Ma non c’è qualità senza stabilità. Il precariato nella scuola non ha eguali in nessun settore del pubblico impiego. Circa 300.000 persone assicurano ogni anno il funzionamento della scuola con contratti a tempo. Per questo serve un piano straordinario di immissioni in ruolo e la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto. Le risorse ci sono, lo dimostrano i dati: la stabilizzazione non è un’utopia, serve la volontà politica.

Va inoltre difeso e rafforzato il modello italiano di inclusione, che è da sempre, il fiore all’occhiello della nostra scuola: inclusivo, avanzato, profondamente umano. Nasce da una scelta che nel 1977 cambiò il volto dell’istruzione in Italia: abolire le classi differenziali e permettere a tutti gli studenti di imparare insieme. Una legge che ha reso il nostro Paese un laboratorio riconosciuto e studiato in Europa, mentre molti Paesi europei mantengono ancora strutture separate o scuole speciali.

A distanza di quasi cinquant’anni, però, quell’eccellenza rischia di incrinarsi. Migliaia di alunni si ritrovano a inizio anno con un insegnante diverso da quello precedente, con conseguenze negative sulla continuità didattica e sulla qualità dell’inclusione. A tal proposito, registriamo tentativi di modificare il nostro sistema di inclusione, spesso con misure e proposte che rischiano di stravolgere continuità e quella dell’insegnamento.

Stabilità del lavoro e scelta dell’inclusione sono due diritti del sistema scolastico italiano che conducono a un paradosso: migliaia di alunni con disabilità non hanno insegnanti specializzati; quelli specializzati non hanno un posto.

Essere parte in causa significa anche garantire sicurezza nelle scuole. I dati sull’edilizia scolastica sono allarmanti: solo il 37,2% degli edifici scolastici dispone del certificato di agibilità e appena il 33,8% è in possesso del certificato di prevenzione incendi. In Italia, oltre 36.000 edifici scolastici risultano non a norma, con 3.588 istituti totalmente irregolari. Servono interventi strutturali, non finanziamenti spot.

Infine, la sfida dell’intelligenza artificiale. Anche nella scuola l’innovazione va governata, non subita. L’IA può essere uno strumento utile per ridurre il carico burocratico, personalizzare l’apprendimento, favorire l’inclusione, ma richiede investimenti strutturali e un serio piano di formazione continua del personale. Tuttavia, dobbiamo sempre ricordarci che al centro deve esserci la persona, perché è la persona che fa la differenza, non una macchina.

Quindi è necessario riflettere seriamente sugli obiettivi e sulla sostenibilità di un’evoluzione digitale della scuola e chiedersi in che modo e in che misura questa possa garantire pari opportunità e meno discriminazioni, inclusione e non esclusioni, una didattica improntata alla multiculturalità, al dialogo e alla pluralità. Questo sarà il senso del nostro Congresso. Una scuola forte, stabile, inclusiva e sicura è la premessa di una democrazia viva e il sindacato deve esserne protagonista.

Articolo di Giuseppe D’Aprile (Segretario Generale Uil Scuola) presente nel primo numero della edizione digitale, rinnovato nella veste editoriale, di LE LAVORO EUROPEO (Già LAVORO ITALIANO, GIORNALE STORICO DELLA UIL) sulle sfide della scuola e sul ruolo del sindacato, in vista della stagione congressuale.