A BREVE IL BANDO PER INSEGNARE ALL’ESTERO

A breve verrà pubblicato il bando per la presentazione delle domande di partecipazione alle procedure di selezione del personale scolastico da destinare all’estero per l’anno 2026. Il bando, predisposto dal Ministero degli Affari Esteri, è rivolto al personale docente di ruolo che abbia maturato almeno tre anni di servizio effettivo in Italia, dopo il superamento del periodo di prova.In attesa della pubblicazione, la Uil Scuola nazionale ha realizzato un video di approfondimento, reperibile sul sito nazionale del sindacato, per fare il punto ed illustrare in modo chiaro e puntuale tutti gli aspetti della procedura. Nel video intervengono: Angelo Luongo (nella foto), Responsabile Uil Scuola Estero; Rossana Di Bianco, Coordinatrice Uil Scuola Estero; Raffaella Marchese, Responsabile Uil Scuola Francia; Raffaella Elemento, Responsabile Uil Scuola Germania e Svizzera.

CONTRATTO 2025-2027: FIRMATA LA PARTE ECONOMICA

Il primo aprile è stata sottoscritta la parte economica del contratto  scuola 2025/2027. Giuseppe D’Aprile Segretario generale UIL Scuola Rua ha dichiarato: “È un passaggio significativo in una fase economica del nostro paese caratterizzata da una forte inflazione e firmare un contratto ancora non scaduto è un risultato che segna un cambio di passo. Si tratta di una sottoscrizione avvenuta in vigenza contrattuale, come raramente accaduto in passato, che garantisce aumenti medi per il personale della scuola pari a 130,70 euro per tredici mensilità, con un incremento complessivo intorno al 6% per l’intero comparto Istruzione e Ricerca. Abbiamo sottoscritto il CCNL 2025/2027 rivendicando di chiudere nei primi mesi del 2026 la sola parte economica per dare subito risposte concrete al personale del comparto e avviare, senza ulteriori ritardi, il confronto sulla parte normativa. È esattamente quanto avevamo chiesto a dicembre: destinare immediatamente le risorse disponibili e garantire incrementi certi. Il contratto prevede uno stanziamento di circa 20 milioni di euro per il profilo di Operatore. Alla luce dell’incertezza sull’effettiva e completa attuazione del profilo, abbiamo rilasciato una dichiarazione a verbale in cui chiediamo che tali risorse siano utilizzate con criteri di prudenza e gradualità, garantendo priorità all’intero personale già in servizio nell’area. Per questo è necessario prevedere una quota destinata al personale dell’area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione e al restante personale ATA, al fine di evitare ingiustificati disallineamenti retributivi.

ARAN e organizzazioni sindacali hanno inoltre sottoscritto una nota congiunta per rafforzare la tutela legale del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro e per individuare ulteriori risorse a sostegno del comparto. Resta centrale il tema della detassazione degli aumenti contrattuali che deve essere estesa anche al nostro comparto. È chiaro che si tratta di rivendicazioni che non trovano risoluzione in sede Aran ed è per questo che, siamo consapevoli, è necessario spostare il problema sul versante politico. Non è più sostenibile che le somme utilizzate per i rinnovi contrattuali vengano tassate a volte anche del 35%. Inoltre, bisogna ripristinare un sacrosanto diritto, quello del recupero dell’anno 2013, che ha rappresentato l’ennesimo modo di fare cassa sul personale, nel nostro caso, del comparto istruzione e ricerca. Da domani saremo al lavoro per aprire il confronto sulla parte normativa, con l’obiettivo di affrontare e risolvere le questioni rimaste aperte nel contratto 2019/2021, che la UIL Scuola Rua non ha sottoscritto”, ha concluso D’Aprile. Aumenti medi da oltre 130 euro e 800 euro di arretrati.

NOTA A VERBALE DESTINAZIONE RISORSE

NOTA A VERBALE RECUPERO 2013

INCONTRO AL MIM SUGLI ORGANICI ANNO SCOLASTICO 2026/2027

Il 31 marzo  s è tenuto un incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, rappresentato dalla dott.ssa Carmela Palumbo,  e le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2022/2024, avente come oggetto l’informativa sul decreto ministeriale relativo agli organici del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027.

In apertura dell’incontro  è stato presentato un quadro complessivo dei dati relativi al personale docente, sia con riferimento al prossimo anno scolastico sia in una prospettiva pluriennale.

Tra  i   dati  più   significativi   illustrati   figurano  le  istanze  Polis      di cessazione dal servizio e le cessazioni in corso d’anno, rilevate dal SIDI al 12 gennaio 2026:
– infanzia: 3.013;
– primaria: 7.155;
– scuola secondaria di I grado: 4.666;
– scuola secondaria di II grado: 10.518.

Diminuiscono i posti di potenziamento che sono a tutti gli effetti posti dell’organico della autonomia e rappresentano una risorsa fondamentale per la qualità della offerta formativa mentre per ciò che riguarda il sostegno la previsione dell’organico su base pluriennale non cresce ma resta sostanzialmente invariata nel triennio 2026/2027, 2027/2028 e 2028/2029.

 Paolo Pizzo (Segretario nazionale Uil Scuola)  che ha partecipato all’incontro,  ha tenuto, tra l’altro, a sottolineare che  il calo demografico deve rappresentare una opportunità per avviare un cambio di passo reale: classi meno numerose, didattica più personalizzata, maggiore attenzione ai bisogni degli studenti e rafforzamento del tempo scuola, in particolare nella primaria.

MEMORIA DELLA UIL SCUOLA IN AUDIZIONE ALLA CAMERA SUL LICEO CLASSICO

Il 25 marzo 2026 Roberto Garofani, Segretario nazionale Uil Scuola, ha tenuto presso la VII Commissione, Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati una audizione dal titolo “Disposizioni concernenti la denominazione degli anni del corso di studi del liceo classico”.

Nella sostanza l’audizione verte sulla proposta di legge AC 2705, attraverso la quale si intende  ripristinare il termine “ginnasio”in sostituzione del “primo biennio” del liceo classico,così denominato con il DPR 15 marzo 2010, n.89 (Regolamento dei licei), elaborato dal Governo italiano nel contesto della riforma scolastica della XVI Legislatura,in attuazione dell’articolo 64,comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,n.112,formulato dalla allora ministra Gemini.

la Uil Scuola ha già espresso una propria considerazione attraverso le dichiarazioni all’ANSA del suo Segretario generale, Giuseppe D’Aprile, che si è pronunciato in questi termini: “Il ripristino del termine ginnasio potrebbe rappresentare un riconoscimento del valore pedagogico del percorso classico e della formazione umanistica”.

INCONTRO AL MIM SU RIFORMA ISTITUTI TECNICI

Il 26 marzo al Ministero dell’Istruzione e del Merito si è  tenuto un incontro  sulla revisione degli indirizzi degli Istituti Tecnici e sulla definizione delle classi di concorso da associare ai nuovi quadri orari previsti dal decreto di attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144.


Nel corso dell’incontro l’Amministrazione, rappresentata dal Capo Dipartimento dott.ssa Carmela Palumbo e dal Direttore Generale,dott.  Ettore Acerra, ha presentato la bozza di decreto che individua le classi di concorso da attribuire alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica, in relazione ai nuovi indirizzi e alle articolazioni definiti con il decreto ministeriale 19 febbraio 2026, n. 29. Il provvedimento stabilisce le classi di concorso per le discipline del primo biennio, del secondo biennio e del quinto anno sulla base della normativa vigente (DPR 19/2016 e successive integrazioni). Il decreto individua, inoltre, le classi di concorso relative alle discipline del percorso annuale di specializzazione per Enotecnico, previsto nell’ambito dell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria. Le assegnazioni sono riportate negli allegati al decreto: 1)-allegato A per l’area di istruzione generale nazionale;2) -allegati da 1 a 11 per le diverse aree di indirizzo;3)- Allegato 12 per il percorso di specializzazione per Enotecnico.

Già nella Circolare n. 1397 del 19 marzo, con cui sono state fornite le prime indicazioni operativeper la revisione delle discipline e dei quadri orari, emerge chiaramente come le scuole siano chiamate a intervenire attraverso la quota di autonomia del curricolo (66 ore per ciascun anno del biennio) al fine di evitare situazioni di soprannumerarietà.
In questo modo si punta a compensare la riduzione di ore prevista per alcune discipline (ad esempio inglese, geografia, ecc.) oppure a gestire i casi di perdenti posto determinati dall’introduzione di nuove discipline e dal conseguente accorpamento di alcune classi di concorso.
Per evitare la perdita del posto di lavoro, si arriva persino a ipotizzare l’assegnazione della stessa disciplina a due docenti, con evidenti criticità in termini di continuità didattica e valutazione degli apprendimenti.

. Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha prospettato una serie di possibili soluzioni per la compensazione degli orari delle discipline, che saranno sottoposte agli Uffici Scolastici Regionali (USR), chiamati alla definizione degli organici ma ha anche dichiarato di essere disponibile a valutare eventuali modifiche dei quadri orari, in particolare orientate alla riduzione delle discipline dell’Area di Istruzione Generale ed all’incremento delle ore e delle materie di indirizzo.

 Le osservazioni della Uil Scuola, rappresentata  da Rosa Cirillo e da  Andrea Codispoti,  sono reperibili sul sito nazionale del sindacato.

VERONESE E D’APRILE SUL FATTO DI BERGAMO

“Apprendiamo con estrema preoccupazione di un accoltellamento a una insegnante di Trescore Balneario da parte di un ragazzo di 13 anni, studente di terza media. Non ci sono parole: è un fatto gravissimo, estremamente allarmante, che purtroppo sta diventando sempre più frequente in un mondo, quello della scuola, che dovrebbe essere luogo sicuro per eccellenza”. Lo dichiarano Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, e Giuseppe D’Aprile, segretario generale Uil Scuola.

“Diamo alla scuola tantissime responsabilità – osservano Veronese eD’Aprile– e spesso la identifichiamo come unico avamposto per la tutela e la creazione di opportunità per ragazzi e ragazze in situazioni o territori difficili, ma quali strumenti diamo a chi realizza quelle tutele e quelle opportunità? È inaccettabile che un insegnante debba temere per la propria incolumità quando si reca a fare il proprio lavoro, è vergognoso e non è all’altezza di un Paese civile.

Purtroppo – sottolineano i due sindacalisti – non parliamo più di casi isolati: la nostra Organizzazione da tempo ha acceso un riflettore sul tema delle aggressioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, soprattutto nei servizi pubblici ma anche nei settori privati, e ha evidenziato la presenza di un fenomeno sistemico. Bisogna dare risposte e strumenti concreti: non ci occorrono le ennesime dichiarazioni sul ruolo fondamentale della scuola nella società – concludono Veronese e D’Aprile – vogliamo impegni precisi, finanziamenti adeguati, formazione e un approccio organico anche al tema della salute e sicurezza sul lavoro, che coinvolga anche le famiglie e che tuteli realmente le lavoratrici e i lavoratori della scuola”.

NOTA DEL MIM SULLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito  con una nota del 19 marzo  fornisce indicazioni operative per l’attuazione del decreto ministeriale 29/2026 sulla revisione degli istituti tecnici .In particolare, la nota chiarisce che nel primo biennio le scuole devono utilizzare la quota di autonomia (66 ore annue) secondo criteri che evitino esuberi e garantiscano la stabilità degli organici.

Al riguardo, ha fornito le seguenti indicazioni:
-nel primo biennio degli indirizzi del settore economico, la quota delle 66 ore annue sarà utilizzata per il potenziamento delle ore di geografia e/o di seconda lingua comunitaria;

-nel primo biennio degli indirizzi del settore tecnologico-ambientale, la quota sarà destinata al potenziamento delle discipline scientifiche, se non già presenti negli elementi di base dell’indirizzo, sempre con riguardo alle scienze sperimentali, Tale insegnamento sarà affidato nella stessa classe a due docenti di diverse classi di concorso, anche facendo ricorso alle diverse metodologie didattiche suggerite dall’art. 26 del D.L.144/2022, quali la progettazione interdisciplinare e le unità di apprendimento.


Per quanto concerne le tecnologie di base e gli elementi di base degli indirizzi, la scuola potrà programmare l’organizzazione e la determinazione del curricolo nel primo biennio, considerando la possibilità di ridistribuire le discipline tra il primo e il secondo anno o, in via subordinata, di ripartire il monte ore di ambito annuale (99 ore) tra le due discipline.

“Come Uil Scuola ribadiamo  la netta contrarietà alla riforma che, anche attraverso la nota del MIM sopra ricordata, continua a non rispondere alle reali esigenze delle scuole e dei docenti coinvolti e comprime l’autonomia scolastica. Occorre bloccare quella che per noi non è una riforma, affinché si possa avviare un confronto serio, partecipato e rispettoso delle comunità scolastiche, evitando interventi calati dall’alto che rischiano di produrre criticità organizzative e didattiche”. La Uil Scuola nazionale.

NOTA MIM

SCHEDE SU GRADUATORIE INTERNE DI ISTITUTO 2026/2027

Le graduatorie interne di istituto devono essere formulate e pubblicate all’Albo della istituzione scolastica entro 15 giorni successivi alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande di mobilità, sulla base della tabella di valutazione allegata al CCNI, con particolare riferimento alle disposizioni previste per i trasferimenti di ufficio.

È importante ricordare che titoli, esigenze di famiglia e precedenze possono essere dichiarati e quindi valutati solo entro il termine previsto per la presentazione della domanda di mobilità. Ne consegue che  non possono essere presi in considerazione titoli o precedenze presentati successivamente, anche se acquisiti o maturati prima della pubblicazione della graduatoria interna di istituto.

COME SI INDIVIDUA  IL PERDENTE POSTO

DIFFERENZA PUNTEGGIO CON MOBILITA’  DOMANDA D’UFFICIO  – DOCENTI

CALCOLO DEL SERVIZIO GRADUATORIA INTERNA

TITOLI GRADUATORIE INTERNE DOCENTI