DIDACTA ITALIA EDIZIONE ABRUZZO

L’edizione autunnale del più importante evento fieristico nazionale dedicato alla scuola si terrà a Lanciano Fiera dal 21 al 23 ottobre 2026. E’ un appuntamento dedicato ai temi della didattica e della innovazione, con focus su intelligenza artificiale e digitale, discipline STEM e STEAM, inclusione e personalizzazione, nuovi ambienti di apprendimento, sostenibilità e transizione ecologica.

LA UIL SCUOLAE IL QUESTONARIO SU BURNOUT E SALUTE MENTALE

Capire quanto il lavoro incida sul benessere e sulla salute mentale del personale scolastico e partire dai dati per costruire proposte e interventi concreti. È l’obiettivo del questionario nazionale promosso dalla UIL Scuola sul burnout, la salute mentale e il benessere lavorativo di chi opera nelle scuole.

Il questionario, anonimo, è reperibile sul sito nazionale della Uil Scuola ed  è rivolto a docenti, personale ATA ed educatori di tutte le regioni e dei diversi ordini di scuola. Sedici le domande, per una compilazione di circa tre minuti, attraverso le quali saranno analizzati diversi aspetti della vita lavorativa: dallo stress psicofisico alla capacità di recuperare le energie, dalla motivazione al senso di efficacia professionale, fino all’impatto del lavoro sulla vita privata e familiare.

“La salute mentale e lo stress da lavoro correlato rappresentano una delle grandi emergenze della scuola. Con questo questionario non vogliamo scoprire se il fenomeno esiste, ma capire quanto incide, quali sono i principali fattori di stress e dove è necessario intervenire – afferma il Segretario generale della UIL Scuola, GiuseppeD’Aprile -. come sindacato abbiamo bisogno di dati che ci consentano di trasformare l’ascolto del personale in proposte concrete.”

Per la UIL Scuola il tema dovrà trovare spazio anche nella contrattazione. “Il contratto dovrà occuparsi del burnout e della salute mentale, prevedendo strumenti di supporto e intervenendo sulle condizioni che generano disagio. Una delle priorità è ridurre gli adempimenti burocratici impropri che sottraggono tempo alla funzione educativa e appesantiscono il lavoro quotidiano del personale”.

DECRETO SCUOLA (DL 170 /2026)

Il Decreto Scuola (DL 170/2026) introduce diverse novità per il mondo della scuola. Il provvedimento interviene su inclusione e sostegno, reclutamento e abilitazione dei docenti, istituti tecnici, Funzionari EQ e DSGA, orientamento, digitalizzazione e integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana.

                                         
Sul sostegno cambiano tempi e modalità di predisposizione del PEI. Per gli alunni che proseguono il percorso nello stesso grado di istruzione viene considerata prioritariamente la conferma delle ore attribuite nell’anno precedente, salvo motivate ragioni per una diversa quantificazione. Nei passaggi tra diversi gradi di istruzione il fabbisogno viene invece riesaminato sulla base delle esigenze individuate nel PEI. Novità anche per il funzionamento del GLO.


Sul fronte del reclutamento, diventa strutturale l’accesso ai percorsi abilitanti da 30 CFU/CFA per i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso, e per le altre categorie previste dalla norma. Per gli ITP viene prorogato fino al 31 dicembre 2027 il regime transitorio che consente l’accesso alle procedure concorsuali con il diploma previsto per la relativa classe di concorso.
Interventi anche per i Funzionari EQ con incarico di DSGA. Dal 2027/2028 saranno utilizzate le graduatorie del concorso ordinario e della procedura di progressione avviate nel 2024. Dopo l’assunzione dei vincitori, in presenza di posti disponibili e delle necessarie facoltà assunzionali, è previsto anche lo scorrimento delle graduatorie.
Cambia anche l’istruzione tecnica. Gli istituti tecnici assumono la denominazione di “licei tecnologici”, pur restando fermo l’attuale assetto ordinamentale. Vengono recuperate nel curricolo 132 ore nel primo biennio, 66 nel secondo biennio e 99 nel quinto anno, precedentemente ricomprese nella quota di autonomia.
Dal 2027/2028 torna su base facoltativa il latino nella scuola secondaria di primo grado: dalla seconda classe potrà essere attivata un’ora settimanale aggiuntiva, per complessive 33 ore annuali. Il decreto stanzia poi 70 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 per orientamento, tutoraggio, inclusione e contrasto alla dispersione e prevede ulteriori risorse per libri di testo, educazione al rispetto, contrasto alla violenza di genere e al cyberbullismo, PNRR e digitalizzazione.

Una parte rilevante del provvedimento riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana. Dal 2027/2028 viene introdotto nelle classi prime un limite del 30%, applicato secondo criteri specifici e non indistintamente a tutti gli alunni stranieri. Sono previste inoltre misure per la distribuzione degli studenti tra le scuole, il potenziamento dell’italiano L2 e percorsi di apprendimento della lingua italiana per i genitori nei casi individuati dalla norma.

                                        LA POSIZIONE DELLA UIL SCUOLA


Il decreto interviene su numerosi aspetti del sistema scolastico, di cui alcuni recepiscono, almeno in parte, questioni che la UIL Scuola ha posto nel confronto con il MIM. Restano tuttavia diversi punti sui quali riteniamo necessario continuare il confronto ed intervenire ulteriormente.

ISTITUTI TECNICI


Il confronto e l’azione sindacale hanno prodotto alcuni primi risultati: il recupero di 132 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e 99 ore nel quinto anno modifica l’impianto iniziale della riforma e restituisce una parte delle ore alle discipline curricolari.


Per la UIL Scuola, tuttavia, le modifiche introdotte non risolvono tutte le criticità che abbiamo evidenziato fin dall’avvio della riforma. Sarà necessario verificare concretamente gli effetti dei nuovi quadri orari sulle singole discipline, sulle classi di concorso, sulla formazione delle cattedre e sugli organici. Continueremo quindi a chiedere tutti gli interventi necessari a salvaguardare l’identità dell’istruzione tecnica, la qualità dell’offerta formativa e le professionalità del personale.
Dietro ogni ora di insegnamento ci sono infatti una disciplina, una professionalità ed un posto di lavoro che devono essere tutelati. Proprio per questo abbiamo chiesto al MIM un ulteriore confronto, affinché le criticità ancora presenti possano essere affrontate e possano trovare soluzione attraverso ulteriori modifiche da introdurre in sede di conversione del decreto-legge.

TETTO DEL 30% DI ALUNNI STRANIERI


La UIL Scuola ha espresso la propria contrarietà alla scelta di affrontare attraverso un limite percentuale la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana.
Siamo consapevoli delle difficoltà che possono determinarsi nelle scuole nelle quali si concentra un numero elevato di alunni che non conoscono adeguatamente la lingua italiana. È un problema reale che le scuole affrontano quotidianamente. Ma proprio per questo servono strumenti reali, non soltanto un limite numerico. Occorre rafforzare l’organico della classedi concorso A-23, rendere strutturali i percorsi di italiano L2, aumentare la presenza dei mediatori linguistico – culturali, ridurre il numero degli alunni nelle classi maggiormente complesse e garantire organici aggiuntivi e stabili. Un ragazzo non può essere considerato semplicemente una percentuale e una scuola non può essere lasciata sola a gestire problemi sociali, linguistici e organizzativi che richiedono risorse e personale. Per la UIL Scuola l’integrazione si costruisce investendo sulla scuola statale, sulla conoscenza della lingua, sul personale e sulla capacità della scuola di includere.

PERCORSI ABILITANTI


Valutiamo positivamente la possibilità di rendere strutturale l’accesso ai percorsi da 30 CFU/CFA per i docenti che possiedono i requisiti di servizio previsti dalla norma.
Resta però una questione che non può essere ignorata: per anni il sistema scolastico ha affidato classi e responsabilità educative a migliaia di docenti precari e non può poi chiedere agli stessi lavoratori di sostenere percorsi costosi e difficilmente conciliabili con il servizio per ottenere un titolo necessario alla prosecuzione della propria carriera.
Chiediamo un numero di posti adeguato al fabbisogno, una distribuzione territoriale equilibrata dei percorsi, costi sostenibili, modalità di frequenza compatibili con il lavoro e

 un effettivo diritto alla fruizione dei permessi per il diritto allo studio.
L’abilitazione deve rappresentare un percorso di qualificazione professionale e di stabilizzazione, non trasformarsi in una selezione determinata dalle possibilità economiche dei lavoratori.

FUNZIONARI EQ E DSGA


La possibilità di utilizzare e scorrere le graduatorie del concorso ordinario e della procedura di progressione rappresenta una risposta a una questione sulla quale la UIL Scuola ha più volte chiesto interventi. Ora è necessario che alle disposizioni normative seguano contingenti di assunzione adeguati ai posti effettivamente disponibili. Non sarebbe comprensibile mantenere posti di DSGA vacanti mentre nelle graduatorie sono presenti lavoratori che hanno superato le procedure previste. La UIL Scuola continuerà pertanto a chiedere l’utilizzo di tutti i posti disponibili e lo scorrimento dellegraduatorie fino al loro esaurimento, nel rispetto delle facoltà assunzionali previste.

DIGITALIZZAZIONE E SIDI


Lo sviluppo del SIDI, l’interoperabilità delle banche dati e l’integrazione delle piattaforme possono contribuire a rendere più efficiente il lavoro delle scuole. Ma per la UIL Scuola deve essere chiaro un principio: digitalizzare una procedura non significa automaticamente semplificarla. La semplificazione esiste quando vengono eliminati duplicazioni, richieste ripetute degli stessi dati, passaggi amministrativi inutili e adempimenti che oggi gravano soprattutto sulle segreterie scolastiche.
Non possiamo continuare ad aggiungere piattaforme, scadenze e procedure e chiamare tutto questo “semplificazione”. L’obiettivo deve essere ridurre realmente il carico amministrativo delle scuole e restituire tempo e risorse alle attività che servono alla comunità scolastica.

INCLUSIONE E PEI


Le modifiche al PEI e alla determinazione delle ore di sostegno dovranno essere attentamente monitorate nella loro applicazione. Per la UIL Scuola ogni intervento di semplificazione delle procedure deve mantenere al centro il diritto dell’alunno condisabilità a ricevere il sostegno necessario sulla base dei propri effettivi bisogni.
La continuità delle ore può rappresentare un elemento utile ma non può trasformarsi in un automatismo: le risorse devono continuare ad essere determinate sulla base delle condizioni e delle esigenze concretamente individuate nel PEI.

RISORSE E PERSONALE


Nel decreto sono previste risorse per orientamento, tutor, PNRR, innovazione digitale, integrazione linguistica, cyberbullismo e altre attività. Ma ogni nuova funzione attribuita alle istituzioni scolastiche significa inevitabilmente nuovo lavoro per docenti, personale ATA e dirigenti. Non si può chiedere alla scuola di fare sempre di più con gli stessi organici e caricando nuove responsabilità sul personale.
La qualità della scuola non dipende dal numero delle riforme, delle piattaforme o dei progetti introdotti. Dipende innanzitutto dalle persone che ogni giorno fanno funzionare le istituzioni scolastiche. Per questo alle riforme devono accompagnarsi organici adeguati, stabilità del personale, valorizzazione professionale e un riconoscimento economico coerente con le responsabilità esercitate. È su questo terreno che si misura concretamente l’investimento sulla scuola statale del nostro paese.

SCHEDA

LA SPESA DELL’ITALIA PER LA ISTRUZIONE

  “Il dato sugli investimenti fotografa meglio di ogni altro la condizione della scuola italiana. Destiniamo all’istruzione il 2,7% del Pil (calcolato in dollari USA parità di potere di acquisto), contro una media OCSE del 3%. Una distanza che, secondo una nostra elaborazione effettuata esclusivamente sui dati OCSE e convertiti in euro utilizzando il fattore ufficiale di conversione della Banca Mondiale, equivale a circa 7 miliardi di euro. La Spagna investe il 2,8%, Paesi come la Svezia arrivano fino al 3,8%. Non possiamo pretendere una scuola al livello degli altri Paesi europei continuando a investire meno”. Lo ha affermato Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, commentando i dati del rapporto OCSE Education at a Glance ed ha aggiunto: “Con un investimento aggiuntivo di sette miliardi sulla scuola statale si potrebbero aumentare le retribuzioni, stabilizzare migliaia di precari trasformando i posti dall’organico di fatto all’organico di diritto. E ancora, potremmo ridurre il numero di alunni per classe, potenziare il tempo pieno, sostenere le scuole delle aree interne e garantire servizi e professionalità di cui oggi gli istituti hanno bisogno”.

INCONTRO ALL’ARAN SU PARTE NORMATIVA CCNL 2025/2027

Il 28 settembre all’ARAN si è  tenuto un nuovo incontro per il rinnovo della parte normativa del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/2027. La nuova bozza registra diversi avanzamenti rispetto al testo precedente e recepisce numerose richieste formulate dalla UIL Scuola nel corso dei tavoli tecnici. Restano, tuttavia, questioni da chiarire e migliorare temi sui quali il confronto dovrà proseguire.

                                                       
Per il personale docente sono state accolte diverse richieste della UIL Scuola  finalizzate a superare interpretazioni difformi nelle scuole ed a definire con maggiore chiarezza gli obblighi connessi alla funzione docente. Tra i risultati ottenuti, il chiarimento sul rientro del titolare dopo il 30 aprile, la formazione, i viaggi di istruzione e le visite didattiche.

Quanto al personale ATA ed al DSGA,è stato ottenuto il rafforzamento del principio della continuità della giornata lavorativa. In particolare, per il primo ciclo la giornata dell’Assistente tecnico deve svolgersi di norma in una sola istituzione scolastica e, quando necessario lo spostamento tra scuoleo plessi, viene considerato il tempo di viaggio. È un risultato positivo ma la UIL Scuola ha chiesto di andare oltre perché nella bozza manca ancora una compiuta definizione del profilo professionale dell’assistente tecnico. Occorre individuare contrattualmente e con chiarezza ruolo, funzioni e compiti, anche alla luce della presenza di questa figura nel primo ciclo.


La bozza introduce una disciplina più organica su permessi e assenze, recependo diversi chiarimenti richiesti nei tavoli tecnici, anche relativamente ai permessi personali e familiari ed alle visite specialistiche. Resta aperta la questione della fruizione ad ore dei permessi della legge 104/1992 per il lavoratore con disabilità personale. La UIL Scuola ha chiesto di esplicitare il criterio delle due ore per una giornata lavorativa pari o superiore a sei ore e di un’ora per una giornata inferiore a sei ore. Su permessi ed assenze  la UIL Scuola ha chiesto di proseguire il confronto per eliminare le residue incertezze applicative. .Particolarmente importante è l’intervento sul part-time. Sul riproporzionamento dei diversi istituti giuridici mancava sostanzialmente una disciplina contrattuale puntuale e, di conseguenza, le singole scuole procedevano con interpretazioni e applicazioni differenti.


La nuova bozza colma questo vuoto, distinguendo tra part-time orizzontale, verticale e misto e disciplinando il riproporzionamento in relazione alla concreta articolazione della prestazione. È un risultato che risponde ad una specifica richiesta della UIL Scuola e  si passa da una materia lasciata in larga parte alle interpretazioni delle singole istituzioni scolastiche a regole nazionali più chiare ed uniformi.


Per il personale docente la UIL Scuola ha inoltre chiesto che venga espressamente disciplinato il riproporzionamento degli obblighi relativi alle attività collegiali, in coerenza con la riduzione della prestazione lavorativa derivante dal rapporto di lavoro a tempo parziale. Anche su questo punto è necessario superare applicazioni difformi tra le scuole e garantire una disciplina nazionale chiara e uniforme.


Sulla disciplina del lavoro agile la nuova bozza introduce elementi che vanno nella direzione delle richieste avanzate dalla UIL Scuola. Viene confermata la natura volontaria e consensuale dell’adesione e viene rafforzato il ruolo della contrattazione integrativa nell’individuazione delle condizioni di priorità e delle ulteriori situazioni meritevoli di tutela. Particolare attenzione viene riconosciuta alla genitorialità, alle condizioni di salute ed alla assistenza di familiari con disabilità grave, prevedendo anche la possibilità di estendere il numero delle giornate di lavoro agile rispetto a quelle ordinariamente previste. Viene rafforzato il diritto alla disconnessione e viene previsto che l’eventuale richiamo in presenza per sopravvenute esigenze di servizio debba essere comunicato almeno il giorno precedente.

Positiva l’introduzione nel contratto di una disciplina specifica sull’Intelligenza Artificiale, con obblighi di informazione preventiva alle organizzazioni sindacali, garanzia dell’intervento umano nelle decisioni che incidono sul rapporto di lavoro, responsabilità che resta in capo ai dirigenti e tutela della professionalità e della libertà di insegnamento. Su questo punto, tuttavia, la UIL Scuola ha evidenziato la necessità di rendere il testo più coerente e più chiaro per il settore scuola.
L’attuale formulazione dell’art. 17, infatti, al comma 1 circoscrive l’utilizzo dell’IA ai processi “organizzativi, gestionali o decisionali che incidano sul rapporto di lavoro”, mentre successivamente lo stesso articolo richiama espressamente le attività didattiche, la professionalità e la libertà di insegnamento e di ricerca.


La UIL Scuola registra positivamente anche l’accoglimento di alcune sue richieste sulle relazioni sindacali, con una più precisa collocazione di alcune materie negli strumenti di partecipazione e contrattazione. Resta aperta la questione della trasparenza nelle istituzioni scolastiche; alle organizzazioni sindacali devono essere garantiti tutti gli elementi necessari per verificare concretamente l’applicazione della contrattazione e l’utilizzo delle risorse. Inoltre la UIL Scola ha chiesto che la materia delle posizioni economiche del personale ATA passi dal confronto alla contrattazione. Si tratta di un istituto che incide direttamente sulla valorizzazione professionale e sul trattamento economico del personale e che, proprio per questo, si ritiene debba essere oggetto di una vera negoziazione tra le parti e non limitarsi al solo confronto.

La UIL Scuola ha inoltre richiesto l’istituzione, a livello regionale, di un organismo paritetico di raffreddamento delle controversie, composto dalle parti, al quale poter ricorrere nei casi di contrasto sulla applicazione del contratto e sulle relazioni sindacali a livello di singola istituzione scolastica. Uno strumento  ritenuto necessario per favorire il confronto, prevenire l’inasprimento dei conflitti e ricercare una soluzione condivisa prima che la controversia si trasformi in contenzioso. Deve inoltre essere chiarita la partecipazione alle relazioni sindacali delle organizzazioni rappresentative non firmatarie del CCNL, evitando interpretazioni differenti.

LA UIL Scuola, infine, ha posto la questione della mobilità del personale docente, che deve trovare una specifica collocazione nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.


Nel complesso, la nuova bozza rappresenta un avanzamento del confronto e recepisce diverse proposte avanzate dalla UIL Scuola ma il lavoro non è concluso perché è necessaria la prosecuzione dei tavoli tecnici, in particolare sull’ordinamento professionale del personale ATA e sulla disciplina del personale scolastico in servizio all’estero, oltre agli ulteriori approfondimenti sugli istituti ancora da definire. Restano inoltre aperte le tematiche di carattere politico sulle quali sarà necessario uno specifico approfondimento nel prosieguo della trattativa, anche in relazione alle risorse ed alle scelte complessive che dovranno accompagnare il rinnovo contrattuale.

Per la UIL Scuola hanno partecipato all’incontro Giuseppe D’Aprile( nella foto), Paolo Pizzo e Gianni Verga.

SULL’AVVIO DELLE LEZIONI NEGLI ISTITUTI ITALIANI ALL’ESTERO

“I ritardi nelle procedure di selezione del personale indette dal Ministero degli Esteri rischiano di compromettere l’avvio delle lezioni per migliaia di alunni delle scuole italiane all’estero, in particolare nella primaria delle aree francofona e tedesca”. Lo hanno detto Giuseppe D’Aprile, Segretario generale UIL Scuola, ed Angelo Luongo, responsabile del Dipartimento Estero del sindacato.

La questione è stata affrontata il 24 settembre durante la visita della UIL Scuola a Bruxelles, dove una delegazione ha incontrato il Console generale d’Italia, Francesco Varriale.

i due sindacalisti hanno sottolineato ” il coordinamento tra MIM e MAECI non ha prodotto i risultati attesi  ed i ritardi di oggi dimostrano la necessità di strumenti più efficaci per garantire il regolare funzionamento della rete scolastica italiana all’estero. La UIL Scuola ha posto  la questione anche in vista del rinnovo della parte normativa del CCNL 2025/2027”.

D’Aprile e Luongo hanno  anche  aggiunto “è necessario restituire alla contrattazione la disciplina della mobilità professionale del personale docente ed ATA destinata alle istituzioni scolastiche e culturali italiane nel mondo, garantendo trasparenza ed efficienza nelle procedure di selezione e pieni diritti contrattuali al personale. Il decreto legislativo 64/2017 ha sottratto alla contrattazione diversi aspetti della mobilità professionale all’estero, affidandone la disciplina alla legge. Con il nuovo contratto  la UIL Scuola chiede una intesa che riconosca nuovamente la natura pattizia di questa materia, riduca la conflittualità nella applicazione delle norme e restituisca certezza delle regole al personale”.

PENSIONAMENTI SCUOLA 2027 PER DOCENTI E ATA DOMANDE DAL 25 SETTEMBRE AL 21 OTTOBRE

Il 22 settembre al Ministero dell’istruzione e del merito si è svolto  un incontro tra sindacati ed Amministrazione nel corso del quale sono stati presentati il decreto ministeriale relativo alla fissazione dei termini per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio per l’anno  scolastico 2027/2028 e all’accertamento dei relativi requisiti pensionistici, la circolare operativa sulle cessazioni e la relativa tabella riepilogativa.

La principale novità, di segno negativo, riguarda l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, previsto dalla legge di Bilancio 2026 e richiamato espressamente dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026.


Per il personale docente, educativo ed ATA a tempo indeterminato il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è fissato al 21 ottobre 2026. Le funzioni saranno disponibili a partire dal 25 settembre 2026.

Entro il medesimo termine del 21 ottobre gli interessati potranno anche revocare le istanze già presentate. Per i dirigenti scolastici il termine è fissato al 1° marzo 2027, in quanto il 28 febbraio 2027, termine ordinariamente previsto dal CCNL, cade in giorno festivo. Le cessazioni accolte avranno decorrenza dal 1° settembre 2027.

Per la UIL Scuola hanno partecipato all’incontro  Paolo Pizzo ( nella foto) e Pasquale Fraterno.

 Gli interessati potranno rivolgersi per ulteriori chiarimenti al Patronato ITAL Uil –  sito in Viale Matteucci – Rieti.

SCUOLA E ALUNNI STRANIERI, D’APRILE: “NON SERVE IL LIMITE DEL 30%, SERVONO PIÙ DOCENTI

Per Giuseppe D’Aprile (Segretario generale Uil Scuola) se si vuole davvero favorire l’integrazione, è necessario potenziare l’organico della classe di concorso A-23 perché i circa mille docenti attualmente in servizio non sono sufficienti a garantire percorsi strutturali per l’apprendimento dell’italiano. Ed ha anche detto che “L’integrazione non si favorisce in questo modo. Servono, al contrario, classi meno numerose, organici stabili, mediatori linguistico – culturali, percorsi strutturali di italiano L2, formazione e maggiori risorse. La scuola statale deve restare il luogo dell’inclusione e dell’uguaglianza. Non ha bisogno di nuovi muri ma di investimenti, personale stabilizzato e strumenti concreti per garantire a tutti il diritto alla istruzione”, ha concluso D’Aprile.

D’APRILE: “I VINCITORI DEL CONCORSO PNRR NON DEVONO PERDERE UN ANNO PER FORMAZIONE E PROVA”

Giuseppe D’Aprile (Segretario generale UIL Scuola), in una lettera inviata il 17 settembre al Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto ed al Capo Dipartimento Carmela Palumbo del MIM,  contenente la  richiesta di  un intervento normativo strutturale che consenta ai docenti vincitori dei concorsi PNRR, assunti a tempo determinato perché non ancora abilitati, di ottenere, una volta conseguita l’abilitazione, la trasformazione del rapporto di lavoro  a tempo indeterminato e di avviare nello stesso anno scolastico il periodo di formazione e di prova.

La questione era già stata sollevata dalla UIL Scuola nel 2024. Allora la richiesta aveva trovato accoglimento con il decreto-legge n. 45/2025, successivamente convertito nella legge n. 79/2025, che aveva consentito tale possibilità per l’anno scolastico 2025/2026. La previsione aveva, però, carattere limitato nel tempo  ma perl’anno scolastico  2026/2027, si ripresenta la stessa problematica.

La UIL Scuola ha chiesto, quindi, che la soluzione adottata lo scorso anno venga resa strutturale, a partire già dall’anno scolastico  2026/2027, evitando di rinviare di un intero anno il percorso di stabilizzazione del  personale già risultato vincitore di una procedura concorsuale.