Giuseppe D’Aprile (Segretario generale Uil Scuola) sull’inizio del nuovo anno scolastico ha detto che è positivo che le operazioni di nomina siano state concluse prima dell’avvio delle lezioni perché è un elemento importante per l’organizzazione delle scuole e per garantire la presenza del personale fin dall’inizio dell’anno scolastico 2026/207. Ciò non significa, però, che il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Le graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) in molte province sono soltanto ai primi turni di nomina e non sono mancate criticità, con bollettini pubblicati e successivamente ritirati o rettificati. Le operazioni, dunque, sono tutt’altro che concluse. Ed ha aggiunto che se per coprire i posti servono già circa 118.000 supplenze, significa che il sistema continua a reggersi sul lavoro precario. E non è neppure un dato definitivo: resta aperta tutta la partita dei posti in deroga sul sostegno, che continueranno ad essere assegnati nei prossimi mesi. Il numero reale delle supplenze lo conosceremo solo a dicembre.
Anche sulle immissioni in ruolo i numeri vanno letti fino in fondo: 37.430 assunzioni a fronte di 46.642 autorizzate significano che migliaia di posti destinati al ruolo non sono stati coperti. Avere posti disponibili e personale precario senza riuscire a stabilizzarlo evidenzia quanto il nostro sistema di reclutamento non sia risolutivo di un problema atavico. Sul sostegno, le 55.814 conferme possono garantire continuità nell’immediato ma non risolvono il problema.
Ancora più critica per D’Aprile è la situazione del personale ATA perché circa 12.000 assunzioni a fronte di quasi 35.000 posti vacanti sono del tutto insufficienti. La prossima legge di Bilancio deve superare gli attuali vincoli di legge e consentire le assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili e non solo sul turnover.

