ORGANICI PERSONALE EDUCATIVO A.S.2026/2027

Il 27 maggio si è tenuto un incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola nel corso del quale è stata illustrata la dotazione organica del personale educativo.
Nel corso dell’incontro la Uil Scuola ha ribadito la necessità di interventi non più rinviabili, quali:
• revisione dei criteri di determinazione degli organici, sulla base delle reali condizioni di lavoro;
• immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili del personale educativo e ATA;
• istituzione di un organico aggiuntivo e flessibile, in grado di rispondere alle variazioni delle iscrizioni e ai bisogni emergenti, anche legati all’aumento delle convittrici nelle istituzioni miste;
• creazione della figura dell’educatore specializzato nel sostegno ai convittori e semiconvittori con disabilità, con funzioni specifiche anche oltre l’orario scolastico;
• stabilizzazione del personale precario, che oggi supera il 25% della dotazione nazionale, attraverso percorsi abilitanti e nuove procedure di reclutamento;
• piena equiparazione giuridica ed economica tra personale a tempo determinato e indeterminato, anche in materia di mobilità, progressione di carriera e formazione;
• equiparazione del monte ore settimanale a quello dei docenti della scuola primaria, passando dalle attuali 24 ore + 6 alle 22 ore + 2 di programmazione;
• partecipazione effettiva agli scrutini, con diritto ad esprimere una valutazione scritta sugli aspetti educativi;
• introduzione di procedure concorsuali con cadenza biennale;
• attivazione di percorsi abilitanti semplificati per il personale con almeno tre anni di servizio;
• istituzione di una laurea magistrale abilitante specifica per il personale educativo dei convitti, sul modello di Scienze della Formazione Primaria, calibrata sulle peculiarità professionali della categoria e programmata in base al fabbisogno regionale.
Al termine dell’incontro la Uil Scuola ha chiesto l’avvio di un confronto reale e concreto sulle problematiche di tale portata, ribadendo la necessità che anche il Ministero non si limiti ad una gestione esclusivamente amministrativa delle questioni evidenziate ma si faccia portavoce, anche a livello politico, delle criticità strutturali che interessano il sistema convittuale ed il personale che vi opera.

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