“Il dato sugli investimenti fotografa meglio di ogni altro la condizione della scuola italiana. Destiniamo all’istruzione il 2,7% del Pil (calcolato in dollari USA parità di potere di acquisto), contro una media OCSE del 3%. Una distanza che, secondo una nostra elaborazione effettuata esclusivamente sui dati OCSE e convertiti in euro utilizzando il fattore ufficiale di conversione della Banca Mondiale, equivale a circa 7 miliardi di euro. La Spagna investe il 2,8%, Paesi come la Svezia arrivano fino al 3,8%. Non possiamo pretendere una scuola al livello degli altri Paesi europei continuando a investire meno”. Lo ha affermato Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, commentando i dati del rapporto OCSE Education at a Glance ed ha aggiunto: “Con un investimento aggiuntivo di sette miliardi sulla scuola statale si potrebbero aumentare le retribuzioni, stabilizzare migliaia di precari trasformando i posti dall’organico di fatto all’organico di diritto. E ancora, potremmo ridurre il numero di alunni per classe, potenziare il tempo pieno, sostenere le scuole delle aree interne e garantire servizi e professionalità di cui oggi gli istituti hanno bisogno”.

